In questi giorni ho programmato una serie di incontri relativi alle mie nuove deleghe e, ovviamente, anche altri volti a proseguire il lavoro su quelle che mi erano già state assegnate.
Sono davvero felice e orgogliosa di questa nuova esperienza da Assessora regionale e ho deciso di iniziarla, in queste settimane, con il metodo che mi sono sempre data in questi anni: studiare, conoscere, ascoltare e confrontarsi.
È con questo spirito che, dopo qualche giorno di relax, ieri ho incontrato il Garante dei diritti dei detenuti della Toscana, Giuseppe Fanfani, e poi il presidente della Conferenza Regionale degli Enti di Servizio Civile in Toscana, Luca Orsoni.
Diritti delle persone detenute e servizio civile sono due dei nuovi ambiti di cui sono stata chiamata ad occuparmi in questo mio secondo mandato da Assessora e sono temi a cui intendo dedicarmi consapevole che in Toscana non partiamo assolutamente da zero, anzi, c’è una tradizione di buon governo da difendere, con scelte e investimenti che vanno potenziati.
Oltre a questi due incontri, ieri, anche una riunione con il gruppo di lavoro costituito da Fondazione La Museo e Centro di Documentazione della Deportazione e Resistenza – Luoghi della Memoria Toscana, Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell’Età contemporanea e da Ugo Caffaz, per preparare l’iniziativa con le scuole e le altre iniziative di approfondimento sulle deportazioni in occasione del Giorno della Memoria 2026, convinti che la Memoria sia il vaccino più potente che abbiamo contro pericolosi rigurgiti nazifascisti, ma anche per ricordare gli orrori che guerre e genocidi provocano, e far sì che quel “mai più” non continui ad essere una promessa tradita ma valga per tutte e tutti, ovunque nel mondo.
Tantissimi temi dunque, dalla Memoria alla volontà di garantire dignità alle persone detenute, facendo sì che davvero il carcere svolga la funziona di rieducazione e reinserimento sociale, aprendo una nuova possibilità di vita una volta scontata la pena ed evitando così anche il fenomeno della recidiva, fino alla scelta di offrire a ragazze e ragazzi l’opportunità di dedicare un periodo della propria vita a progetti di utilità sociale sul territorio locale, favorendo il loro inserimento nella vita sociale, culturale e professionale, promuovendo una cultura di contrasto verso ogni forma di discriminazione ed educando alla pace.
Tanti obiettivi importanti, tanta strada da fare, pronta per una nuova giornata di incontri anche oggi, stavolta per affrontare un altro tema centrale: il diritto alla casa.