Caro David, non sembra ancora vero, eppure sono già passati quattro anni da quando te ne sei andato e noi, la nostra comunità politica, siamo rimasti più poveri.
So di esser stata fortunata, direi privilegiata, perché non solo ti ho conosciuto, ma ho condiviso con te un’esperienza bellissima, ho passato giornate fianco a fianco con te, ho avuto l’opportunità di osservare da vicino la tua incrollabile passione e la tua straordinaria generosità. Ho potuto imparare da te tantissime cose, a partire da quanto sia importante difendere l’Europa, e che questa si difende non negandone ma riconoscendone i limiti, gli errori, le mancanze, senza mai, però, mettere in discussione i principi e i valori per cui è nata, troppo spesso, invece, dimenticati e disattesi. Adoperarsi per cambiarla, per migliorarla, per renderla davvero un’Europa dei popoli, solidale, attenta, capace di affrontare le sfide della contemporaneità, era diventata la tua missione di vita.
Eri instancabile nel tuo impegno politico, sei la sola persona a cui ho visto affrontare una campagna elettorale tostissima con lo stesso sorriso sulle labbra e lo stesso entusiasmo dall’inizio alla fine, dal primo all’ultimo chilometro, che fossero le otto di mattina o le tre di notte.
Sei stato senza dubbio il regalo più bello della campagna elettorale per le Europee 2019 che ho avuto il privilegio di vivere.
Sì, privilegio, perché adesso ho la piena consapevolezza di quanto quell’esperienza, che all’inizio proprio non avevo proprio cercato, mi abbia fatta crescere, sia politicamente che umanamente.
E molto lo devo a te, che mi hai presa per mano e mi hai aiutata a vivere nel miglior modo possibile quell’esperienza.
Ricordo ancora quel nostro primo caffè a Roma, insieme ad Andrea Orlando: io timida di fronte a te, mentre vi spiegavo perché quell’esperienza mi sembrava troppo per me, ancora così giovane rispetto a persone con una lunghissima esperienza, come te appunto. Se chiudo gli occhi rivedo il tuo sorriso, sento la tua voce calma, calda. Le parole che pronunciasti archiviarono definivamente ogni mia remora, resero impossibile dirvi di no: “Ci divertiremo, io non vedo l’ora di iniziare” dicesti. Ed eri sincero, capii subito che non era una frase fatta, ma che ci credevi davvero. E avevi ragione: ci siamo tanto divertiti e io, grazie a te, ho tanto imparato.
La tua gentilezza, il tuo amore per la politica, la tua attenzione per ogni persona che incontravi, la tua capacità di ascolto, sono doti rarissime che facevano di te un politico e un uomo straordinario da cui imparare.
Eravamo molto diversi: per età, per esperienza, per percorsi politici e personali precedenti, ma è bastato un attimo per costruire un’intesa solida e preziosa.
Avrei voluto avere più tempo per dirti GRAZIE David. Sei stato uno degli esempi più belli di Politica, hai smentito con i fatti chi sostiene che “siamo tutti uguali”.
Oggi avremmo un immenso bisogno di te, in un tempo di guerre, in cui è tornata la vergogna e l’orrore di un genocidio, in cui chi è più forte pensa di poter bombardare uno Stato sovrano, un tempo durante il quale viene quotidianamente calpestato il diritto internazionale e il mare continua ad essere un cimitero a cielo aperto, il nostro Paese e l’Europa avrebbero avuto davvero tantissimo bisogno di te.
Troppo presto David. Te ne sei andato troppo presto e manchi un sacco