Ieri sera a Cascina ho partecipato alla Marcia per la Pace promossa dall’Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Michelangelo Betti, con sindacati, associazioni e tante Amministrazioni del territorio. La partecipazione è stata davvero straordinaria.

Questa mattina a Livorno, con la CGIL, a una delle tre grandi manifestazioni toscane indette da a livello nazionale dal Segretario Landini: anche qui strade e piazze piene.

Fiumi di persone tornano a chiedere che si fermi il massacro del popolo palestinese. La pace non è un sogno, ma una responsabilità comune.

Il recente rapporto ONU parla esplicitamente di genocidio a Gaza, denuncia ripresa da Amnesty. Ospedali bombardati, famiglie sterminate, civili privati di acqua e beni essenziali: fatti documentati, non opinioni.

Mentre a Gaza muoiono bambine e bambini, il Governo italiano resta in silenzio. La politica estera non può restare prigioniera delle ambiguità: servono coraggio e scelte chiare.

La pace si costruisce con atti concreti: pressione diplomatica, stop alla vendita di armi, corridoi umanitari, sostegno alle ong, riconoscimento dello Stato palestinese.

A Cascina e Livorno ho visto la forza di una comunità che non vuole arrendersi all’orrore. Questo spirito deve arrivare nelle istituzioni: basta silenzi, basta ambiguità. È il momento di scegliere la parte giusta della storia: quella della pace, della libertà e della dignità dei popoli.