Un forte rilancio delle politiche attive per il lavoro con una virtuosa sinergia pubblico-privato, accanto agli strumenti di protezione e sostegno del reddito, è fondamentale per reagire agli urti di questa crisi e supportare la ripresa sociale. È uno dei punti-chiave che ho voluto toccare nel mio intervento in videoconferenza all’Assemblea pubblica di Assolavoro.

Come IX Commissione della Conferenza delle Regionip0 abbiamo avanzato al Ministero del Lavoro la proposta di un piano nazionale straordinario di politiche attive.
Per garantire una governance efficace dello strumento, è però fondamentale dialogo e confronto costante con le Regioni come soggetti codecisori e titolari della gestione delle politiche attive sul territorio.

Per questo credo che la gestione delle risorse non debba essere accentrata al Ministero, ma che sia necessario il coinvolgimento di Anpal e delle Regioni.
La “Garanzia di occupabilità dei lavoratori” (GOL), introdotta con la legge di bilancio, può essere un “banco di prova” per dare gambe a questo spirito di collaborazione.

Un altro aspetto essenziale è poi senza dubbio il rafforzamento della collaborazione e delle sinergie tra operatori pubblici e privati del mercato del lavoro, in un sistema fondato sulla complementarietà e non sulla competizione/sovrapposizione, superando così la logica competitiva tra centri per l’impiego e agenzie private accreditate, per introdurre una forma di “cooperazione attiva” con l’obiettivo di erogare servizi di qualità a tutti i beneficiari di programmi di politica attiva.

In tal senso, la Regione Toscana può rappresentare una buona pratica con il Piano Integrato dell’Occupazione, un progetto che ha garantito sostegno al reddito e assistenza intensiva alla ricollocazione di disoccupati, privi di ammortizzatori sociali.
Parliamo di numeri importanti: a 6.700 disoccupati, in gran parte appartenenti a fasce deboli della popolazione, è stato erogato un sostegno al reddito e sono state realizzate 56.424 azioni di politica attiva.
Il risultato importante è stato il tasso di inserimento lavorativo, pari a circa il 60% di disoccupati con un livello di occupabilità molto basso.
Anche la seconda fase del piano ha visto numeri consistenti, e la scelta è stata quella, durante il lockdown, di non sospendere il programma ma di proseguire nell’erogazione di prestazioni di politica attiva sfruttando modalità a distanza.

Come Regione Toscana stiamo chiedendo al Ministero del Lavoro lo sblocco dei residui degli ammortizzatori sociali in deroga, perché queste importanti risorse ci consentirebbero di finanziare un nuovo e più consistente intervento di politiche attive, sempre attraverso il virtuoso rapporto di cooperazione pubblico-privato.

Sappiamo bene quanto, in un momento come quello che stiamo attraversando, tutto questo sia fondamentale.